I taralli pugliesi creano dipendenza. Se cominci a mangiarli non ti fermi più, questo succede perché i taralli pugliesi sono stuzzicanti, gustosi e croccanti. Se non hai fame, li mangi lo stesso semplicemente perché sono buoni. Se fai un giro per i panifici pugliesi, i taralli sono esposti in bella mostra in tutte le loro dimensioni e varianti: taralli semplici all’olio extravergine di oliva, taralli aromatizzati ai semi di finocchio, al rosmarino, al peperoncino, all’origano. Taralli ai funghi cardoncelli e alle olive nere. Insomma, ne esistono di tutti i sapori e sono tutti buonissimi.
I taralli e il segreto della bollitura.
La ricetta dei taralli pugliesi è molto semplice perché prevede pochi e semplici ingredienti. Bisogna saperli impastare bene, è vero, ma chi è appassionato di cucina regionale sa che la manualità è un ingrediente importante quanto gli altri. Ma cos’altro ci vuole per realizzare i taralli pugliesi? Per realizzare dei taralli pugliesi perfetti non si deve assolutamente saltare il passaggio della bollitura, ovvero dopo aver creato i taralli si fanno bollire in acqua fino a quando non salgono a galla.
Perché i taralli si fanno bollire?
Questo passaggio serve per ottenere dei taralli pugliesi lucidi e croccanti. Senza questo passaggio, i taralli pugliesi sarebbero meno friabili e più difficili da masticare. La bollitura, inoltre, permette di mantenere una superficie più lucida dopo la cottura in forno. Una volta sfornati, infatti, i taralli pugliesi appaiono lucidi e invitanti!
Quali ingredienti prevede la ricetta dei taralli pugliesi?
Per preparare a casa i taralli pugliesi occorrono farina, sale, olio extravergine di oliva e, a discrezione, un aroma per conferire più sapore: origano, rosmarino, peperoncino, semi di finocchio, paprika, ecc. Alcune ricette dei taralli pugliesi prevedono anche l’utilizzo del vino bianco. Il vino non è un ingrediente essenziale, lo si aggiunge per rendere i taralli pugliesi più gustosi e fragranti. La ricetta originale non contempla il vino fra gli ingredienti di base, perché in passato i taralli venivano realizzati dalle donne pugliesi con gli avanzi dell’impasto utilizzato per realizzare il pane, impasto che notoriamente non contiene vino.